Wear-resistant coating

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In questi ultimi anni c’è stata un’espansione progressiva dei riporti antiusura. Il nitruro di titanio è il più noto dei rivestimenti:
grazie alla sua elevata durezza e a un coefficiente d’attrito molto basso, permette di ridurre considerevolmente l’usura abrasiva,
principale causa della diminuzione del rendimento degli utensili. Sono poi stati sviluppati nuovi riporti atti a risolvere
problemi specifici,
al punto da permettere prestazioni come la lavorazione a secco ad alta velocità.

Dal loro campo di applicazione, gli utensili, si stanno espandendo costantemente e non si contano più gli esempi di miglioramento nella pressofusione o l’estrusione dell’alluminio, nell’iniezione della plastica, nell’imbutitura o nella tranciatura, nonchè nell’industria automobilistica e alimentare.

I vantaggi si vedono nella durata del particolare rivestito, nella minor manutenzione/fermi macchina e nell’incremento della produttività. La tecnica dei rivestimenti è talmente particolare e difficile da trattare che ci consiglia di lasciare agli specialisti del settore il compito di illustrarla, noi ci permettiamo solo di riportare alcune loro esperienze e i sistemi più usati.

TECNICA PVD

La tecnica PVD (Physical Vapour Deposition – rivestimento a polverizzazione mediante deposizione fisica da fase vapore) ha il vantaggio di poter eseguire depositi a bassa temperatura, garantire una finitura eccellente e di depositare tipi diversi di riporto, compresi quelli autolubrificanti, oltre alle possibili combinazioni multistrato.
Svantaggi: non è efficace quando gli spazi di circolazione del vapore sono limitati, perché la formazione gassosa non consente una buona penetrazione.

PROCESSO CVD

Il processo CVD (Chemical Vapour Deposition – deposizione chimica da fase vapore) dà il riporto con le caratteristiche migliori, sia come spessore che come adesione. Anche le prestazioni sono superiori, specialmente quando il materiale rivestito è impiegato nelle deformazioni a freddo. Il problema più delicato consiste nella temperatura di deposizione di circa 1050 °C, che a volte non consente il contenimento delle deformazioni entro le tolleranze imposte dai progettisti. Svantaggi: non sono possibili rivestimenti con diversi metalli es. TiANl, lo spessore del rivestimento sui bordi tende ad arrotondarsi, sono utilizzati cloruri metallici tossici.

PACVD

Il PACVD (Plasma Assisted Chemical Vapour Deposition -Deposizione di vapore chimico assistita da plasma) resiste meglio all’abrasione del PVD e non ha le controindicazioni del CVD. Grazie alle dimensioni degli impianti è possibile rivestire pezzi di notevoli dimensioni. La finitura è simile a quella del PVD. Nell’imbutitura ha mostrato prestazioni superiori al PVD. Svantaggi: idoneità limitata in presenza di fori e scanalature di piccole dimensioni.